fv's fuzzy blog

Il blog di Fabio Vento

Archivio di Ottobre 2006

Linux Day a Palermo: i due volti del pinguino

Uno degli indubbi pregi di GNU/Linux e del connesso modello di sviluppo free software è quello di aver posto le basi per una nuova socialità non già della cultura informatica, ma dello stesso uso quotidiano del computer: il cosiddetto home computing. La nascita della Italian Linux Society e dei Linux User Group è stata il primo passo verso una catena di manifestazioni e di incontri che da anni infittiscono l’agenda delle città italiane.

Purtroppo la città di Palermo vive da anni una divisione su questo fronte: due diversi gruppi, due differenti approcci (chiamarli filosofie è forse eccessivo) a Linux ed al significato del suo impiego. E conseguentemente, due diverse - ma contemporanee - giornate annuali Linux Day.

Tux, il simbolo di Linux

L’associazione Sputnix ed il Palermo Linux User Group nascono da personalità e da esperienze profondamente diverse: la prima dall’imprenditorialità e dalle realtà produttive vicine ai “piani alti” dell’Università; la seconda dalla genuina passione di semplici (ma esperti) utenti.

Anche quest’anno, coi miei amici, ho fatto la spola fra i due convegni Linux Day. E la verità è che il contesto odierno del free software risiede in entrambe le esperienze.

Difficile rendersi conto delle potenzialità di Linux come OS alternativo senza un report concreto del suo impiego nelle grandi realtà dell’industria, della scuola, della pubblica amministrazione; ma altrettanto indispensabile è “rompere il ghiaccio” del primo impatto e vederlo in azione nel piccolo di una dimostrazione di programmazione o di un lan party. Magari con qualcuno che, mentre aspettiamo il nostro turno alla tastiera, ci ricorda amichevolmente che il free software è anche un’etica, e parte dal singolo individuo.

Sui motivi della divisione fra i due LUG palermitani so qualcosa, ma non è questa la sede. Certamente non sono insormontabili, e varrebbe la pena di unire le forze: speriamo che accada, e che accada presto.

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Steampunk notebook!

Se le immagini di questa pagina sono davvero quelle di un portatile “moddato” in stile steampunk, beh, abbiamo a che fare con un vero artista! Sfortunatamente la lingua giapponese non è nelle nostre corde, ma Brass Goggles ha da poco reso disponibile una traduzione del testo illustrativo :)

Notebook steampunk

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Firefox 2.0: note a caldo!

Dopo un equivoco (opportunamente rettificato) che ne dava a ieri l’uscita, e prima ancora che la home page sia aggiornata ai nuovi link, è finalmente disponibile (via FTP) la release 2.0 di Mozilla Firefox!

Il logo di Mozilla Firefox

Lo uso già da un paio di ore, e non ho notato problemi di sorta nè a livello di stabilità, tantomeno a livello di rendering. Per cui, plaudendone le nuove features, mi limito ad un paio di note.

Primo timore di ogni upgrade è che la nuova versione non supporti le extensions della precedente. Beh, Firefox 2.0 ha “importato” correttamente tutti gli add-on (questa la nuova denominazione) che avevo in uso sulla 1.5: del.icio.us, Full Screen, Google Toolbar e StumbleUpon!

In secondo luogo, la compliance con gli standard web W3C. Il confronto 1.5-2.0 è tristemente alla pari, ma c’è ben poco di cui lamentarsi, visto che gli indici sono già molto alti. Lo confesso, però: speravo di scorgere qualcosa in più dello “smile” del test Acid2 :)

Il risultato del test Acid2

AGGIORNAMENTO 23.45: adesso il “2.0″campeggia fiero sulla home page!

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Yahoo Time Capsule

Immaginate di depositare in uno scrigno oggetti e storie del nostro presente. Di chiuderlo a doppia mandata, con il proposito di riaprirlo solo fra quindici anni. Sicuramente ciò che ora è consuetudine, nel 2020 ci stupirà e riporterà alla nostra mente tanti ricordi: sarà uno spaccato della vita nel 2006 molto più realistico di qualsiasi trattato di antropologia.

Beh, è proprio ciò che sta facendo Yahoo! con la sua Time Capsule!

Yahoo Time Capsule

Fino all’8 novembre, giorno in cui la Capsula del Tempo si chiuderà, per venire riaperta soltanto nel 2020, ciascun utente della Rete potrà inserire foto, storie, pensieri, brani musicali, filmati… e visionare i documenti immessi dagli altri!

E ora pensiamo un pò a cosa potrei inserire io… :)


(via The Clockworkers Guild’s Journal)

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it.wiki fa duecento(mila)

Poco tempo fa l’edizione italiana di Wikipedia ha raggiunto quota 200.000 articoli, di cui la metà creati nell’ultimo anno. Non siamo neppure vicini ai 1.400.000 dell’edizione inglese, ma possiamo ritenerci soddisfatti, no?

Logo di it.wiki

Beh, non proprio. Sul profilo qualitativo, it.wiki non versa affatto in buone condizioni. Molti articoli sono da anni in fase di stub, tanti altri si dicono completi e fruibili, ma mancano palesemente di un approccio enciclopedico o del mai abbastanza citato punto di vista neutrale.

E la stessa impennata dell’ultimo anno, come sa chi è “del giro”, è da attribuirsi in buona parte ad un paio di progetti basati su generazione automatica di stub. Un buon incipit, ma rischia di rimanere tale per molto tempo: non credo che lo sviluppo di voci su comuni spagnoli o francesi sia in cima ai propositi del wikipediano italiano.

Beninteso: dico tutto questo con una buona dose di autocritica, perchè Wikipedia siamo noi. Me compreso, che talvolta ho preferito collaborare ad articoli stranieri perchè le controparti italiane avrebbero richiesto ben più che semplici “ritocchi”!

Di certo un potenziale di inattendibilità è intrinseco nella natura stessa del wiki. Lo sa bene Larry Sanger, co-fondatore di Wikipedia, che sta per lanciare una nuova enciclopedia online: Citizendium. Questa nascerà come copia di Wikipedia, ma verrà fin da subito sovrintesa e “filtrata” da esperti certificati.

Sarà interessante la contrapposizione Wikipedia/Citizendium sul fronte delle edizioni inglesi: la prima, piena espressione dello spirito democratico e partecipativo della Rete; la seconda, verticistica ma con più solide basi “deontologiche”. Tempestività degli aggiornamenti contro piena attendibilità.

Sul fronte italiano, invece, rischia di non esserci confronto. L’approccio “democratico”, almeno per adesso, ha fallito: forse servono davvero dei vertici esperti per costruire un’enciclopedia degna di questo nome.

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Hellboy

L’Hellboy di Mike Mignola non l’avevo mai letto, salvo scorgere qualche recensione positiva. Beh, mi è piaciuto molto il volume (ora in edicola) che la Gazzetta dello Sport gli ha dedicato per la collana Dark Side.

I testi sono stuzzicanti, per la densità di riferimenti culturali (in particolare alla letteratura mystery), ma ciò che rende irresistibile Hellboy è l’approccio grafico. Il tratto è a prima vista rozzo ed essenziale, ma basta poco per capire che nulla manca, che solo il “rumore di fondo” è stato rimosso: ciò che resta è uno storytelling di grande immediatezza. Caratterizzato più di tutto dal contrasto fra le figure umane stilizzate e le ombre che, persistenti, sembrano “grondare” da esse.

Da leggere.

Hellboy

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Domani, Sicilia

Domani passa da Palermo, Davide: per la prima volta in Sicilia. Quanti ricordi con lui ad Alicante, peccato sia toccata e fuga. Speravo di fargli vedere la Zisa o la Cattedrale.

Da quel poco che mi ha detto per telefono, è entusiasta della nostra terra. Del calore della gente, del sole, della natura, della nostra cucina. Cose per me scontate: ancora una volta, una bellezza che risalta dal di fuori.

Rivedere un amico lontano è bello: per pochi istanti, il mondo può sembrare piccolo, può sembrare “qui e ora”. In più sono curioso. Domani gli farò qualche altra domanda: sì, sulla Sicilia.

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Ninfe e Timoni…

Stasera io e Vincenzo siamo fuggiti a gambe levate da Lady in the Water, approfittando dell’intervallo. Tanto di cappello al visionario M. Night Shyamalan, ma stavolta fotografia e regia sono un pò troppo “grezze” e claustrofobiche: un alternarsi di vita comune, inquietudine e terrore che sa un pò di David Lynch, ma che non è riuscito ad appassionarmi.

Locandina di 'Lady in the Water'

Ho accolto invece con un sorriso la nuova stagione del Teatro Libero, inaugurata da un adattamento del Timone d’Atene di William Shakespeare. Il palcoscenico è piccolo, ma il particolare ambiente “familiare” consente ai registi di estenderlo all’uditorio stesso, rompendo - anche se solo scenograficamente - la quarta parete. Come quando Timone, in preda alla disperazione, si è arrampicato sui posti a sedere, ad appena un paio di metri da me :)

Timone

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Si entra nel vivo…

Beh, direi che ci siamo! Finalmente ho trovato il tempo di dare il “tocco finale” alla nuova veste del blog.

Anzitutto - con grande fatica - ho “limato” il formato dei post e del badge di flickr per riconquistare la tanto sospirata compliance con lo standard W3C XHTML 1.0! I più attenti noteranno che ho fatto ricorso a qualche piccolo artificio… ;)

Il banner di compliance!

Poi ho aggiunto, tramite il plugin SimpleTags di WordPress, il supporto dei tag di Technorati, che consentono una immediata indicizzazione dei post in base agli argomenti trattati.

Il logo di Technorati

Infine, da bravo webmaster, ho “dato fuoco” alle immagini gif, non per ragioni di patent (ormai obsolete), ma per le superiori features offerte dai formati png e jpeg.

Ma la vera novità è un’altra, ed è lo shared calendar! Dietro proposta del buon Vincenzo, condividerò con il suo blog un Google Calendar, che ciascuno dei due riempirà con gli appuntamenti che riterrà… da non perdere! Potete raggiungerlo dal menù a destra, link “Calendario”, e… se volete contribuire al progetto con i vostri events, contattateci e vi “aggiungeremo”!

Il logo di Google Calendar

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Italian playlist

Non importa quanto io ascolti musica straniera (…e ne ascolto tanta!), ad intervalli regolari la mia autoradio accoglie una certa compilation. Quella dove ho raccolto “le più belle canzoni italiane”.

E ogni volta è viscerale. Non soltanto ci vivo: ci sono proprio cresciuto, con questi brani.

Quando diventi adulto scegli, ma fino ad allora sei “nel vortice”. E le mie radici, beh, quelle sono orgogliosamente italiane.

Amedeo Minghi - 1950
Antonello Venditti - Ci vorrebbe un amico
Antonello Venditti - Roma capoccia
Claudio Baglioni - Sabato pomeriggio
Claudio Baglioni - Questo piccolo grande amore
Eros Ramazzotti - Una storia importante
Francesco De Gregori - La donna cannone
Gino Paoli - Il cielo in una stanza
Laura Pausini - La solitudine
Lucio Dalla e Gianni Morandi - Chiedi chi erano i Beatles
Pino Daniele - Napul’è
Raf - Cosa resterà degli anni ‘80
Riccardo Cocciante - In bicicletta
Rossana Casale - Brividi
Vasco Rossi - Albachiara
Zucchero - Senza una donna

Forse qualcuno di voi si chiederà perchè abbia incluso un brano della tanto odiata Laura Pausini. Beh, magari ne parlerò in futuro ;)

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Flabbergast

Il mio stato d’animo di stasera, in musica? Flabbergast, dell’album What Makes it Go? dei Komeda. Qui una breve preview, il brano intero sul beneamato p2p.

Perchè lo sottolineo? Beh, è una di quelle piccole cose, del tipo “qui e ora”, che sarà bello ricordare.

Per inciso, il resto dell’album non mi piace, tranne la dreamy song Cul de Sac… ma quella col mio umore non ha nulla a che vedere. No davvero.

Domani giornata importante.

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L’humour visuale di Garfield

Avevo già evidenziato come l’umorismo dei fumetti di Garfield dia il meglio nel linguaggio visuale, ma… provate a trattenere gli sghignazzi dopo questa deliziosa (e recentissima) strip domenicale!

La strip incriminata

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