Il viaggio nel tempo ricorre frequentemente nella saga di Star Trek, ma non è mai un semplice accessorio narrativo. Già nella Serie Classica trova una lettura pseudo-scientifica e di conseguenza una dimensione etica: è ribadito di continuo agli ufficiali della Flotta, e allo spettatore, che i viaggi nel passato possono alterare il corso della storia e pregiudicare il presente.
A guardar bene, però, nella saga ricorrono due tipi distinti di viaggi nel passato, due diverse interpretazioni che definiscono in vario modo la posizione dell’uomo nei confronti del proprio destino.

Molti viaggi nel passato provocano effettivamente dei cambiamenti nel presente. L’Enterprise-C ritorna nel passato di vent’anni prima, e cambia la storia; la sfera Borg si proietta nel 2063 e, in men che non si dica, la Terra del presente diventa una Terra “assimilata”; l’ammiraglio Janeway, dal futuro, raggiunge il nostro presente per offrire alla Voyager una strada veloce verso casa, e riesce nell’intento.
Si tratta di cambiamenti imprevisti che danno origine a un nuovo corso degli eventi, a una nuova linea temporale. E’ una interpretazione che favorisce la nozione di libero arbitrio e la necessità di una norma etica che lo disciplini: la Prima Direttiva Temporale.
Ci sono poi viaggi nel passato che non cambiano il presente, anzi finiscono per “confermarlo”. Gli esiti di questi viaggi, si sa o si scoprirà, sono già effettivi nella realtà di oggi. La testa di Data nei sotterranei di San Francisco è presente già da prima del viaggio dell’androide nel passato; la distruzione del missile sabotato da Gary Seven faceva già parte della storia, prima ancora del viaggio dell’Enterprise negli anni ‘60.

Questi viaggi temporali non hanno fatto altro che perseguire un corso già segnato, sembrano essere eventi predestinati dove l’uomo non è più che un semplice burattino.
Non sia troppo sicuro di sè chi ritiene che Star Trek pecchi di antropocentrismo. Spesso invece ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte al mistero del reale. A quelle che Q, in una famosa puntata, chiamò “le infinite possibilità dell’esistenza”.
(crosspostato su Trekportal)
Postato da Fabio Vento in
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