fv's fuzzy blog

Il blog di Fabio Vento

Archivio di Novembre 2006

Grayson

Il giovane regista John Fiorella sentiva di aver tanto da dire, e cercava il soggetto giusto per dar prova di sè. Gli sarebbe piaciuto realizzare un film su Dick Grayson, alias Robin, che dopo l’assassinio di Batman continua la sua crociata contro il crimine. Pensava ad una pellicola pulsante e ipercinetica, ma con un’occhio nostalgico alla serie tv camp degli anni ‘60.

Ovviamente la Warner Bros non avrebbe mai aperto la porta ad un regista e ad un concept che non avrebbero “fatto cassetta”. Allora, ha pensato, perchè non fare almeno un trailer e distribuirlo in Rete? Quel tanto che basta per sognare e… per “dare un’idea” del proprio stile!

Beh, i cinque spettacolari minuti di Grayson sono costati meno di 18.000 dollari!

Locandina di Grayson

Una nota dolente: dopo la presentazione alla San Diego Comic-Con, la DC Comics ha espressamente vietato la proiezione di fan film alle convention. Ma poco importa, perchè il passo verso YouTube e la diffusione virale è ormai compiuto :)

Postato da Fabio Vento in Cinema e TV, Comics - Commenti

Framesglaps

Con piacere segnalo Framesglaps, neonata rubrica “trasversale” ideata da Lovejoy e dalla speaker Fran. Ad ogni puntata di Radiosglaps (RadioNation1, domenica dalle 21:30 alle 23:30), verranno presentati tre brani cult: prima in musica sulla radio, subito dopo in videoclip sul relativo blog!

Framesglaps

Postato da Fabio Vento in Internet, Musica - Commenti

Lei c’era già

Alex e Aidi nel film 'Jack Frusciante è uscito dal gruppo'

Guardando l’azzurro del cielo si capiva che stava tornando primavera? No, non credo. Però lui lo capiva. E insomma, vi giuro, qualsiasi immagine si potesse avere di lui dall’esterno, illo si sentiva aperto e spontaneo come mai in vita sua. Il vecchio Alex era un tipo che gli piaceva fingere, alle volte. Stupire. Magari era anche un pò stronzo, alle volte; e invece quella domenica pomeriggio lui e Aidi parlavano delle cose che si erano tenuti dentro per anni, con una naturalezza e un trasporto particolari, magici: le paranoie di Aidi per i suoi genitori separati, la paura di Alex che i suoi lo considerassero una specie di loro estensione e basta… Voi mi capite. Era come se lì, seduto contro il poggiaschiena di quella panchina, lui ci fosse già stato, come se Aidi l’avesse già conosciuta. Tra le pieghe delle memoria, nelle videocassette d’archivio della scuola elementare, gli sembrava ci fosse qualcosa di lei: Villa Spada, dove andava a giocare con la divisa da lupetto; i pranzi degli zii a Casalecchio, la domenica; la renault blu che il Cancelliere aveva comprato quando lui aveva sei anni; lo specchio del bagno, alonato di condensa, su cui il frère de lait aveva scritto col dito “W Inter”; e poi certi riff distorti di Fender Jaguar nella memoria… Ebbene, c’era qualcosa di lei, in tutto questo, e il vecchio Alex riusciva ad essere più che simpatico e più che naturale, ma senza calcolo, e insomma ne era quasi sicuro, adesso: gli sembrava di conoscere Aidi da sempre, poichè quando si dice il sentimento, ragazzi.


Da Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi, 1994

Postato da Fabio Vento in Libri - Commenti

Sotto sotto, quel jovanotto…

Onore al talento di Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti. Nulla da eccepire sul suo ultimo lavoro, Buon Sangue, considerato dalla critica l’album della maturità.

Però non posso fare a meno di chiedermi se dietro tanto impegno civile, il “faccia d’angelo” non giochi ogni tanto qualche mossa puramente “di cassetta”.

Cover dell'album 'Buon Sangue'

A cosa mi riferisco? E’ presto detto. Conoscerete tutti il ritornello della song “Falla girare” di “Buon Sangue”:

Falla girare, falla girare, così che tutti la possano sentire!

La frase si riferisce a varie informazioni che non sono patrimonio dell’uomo comune: “Lo sai che c’è una febbre che ti fa guarire”, “Lo sai che il DNA è lungo più dell’equatore”. Ma questa espressione, ha notato più d’uno, ricorda un pò troppo il gergo dei consumatori di cannabis…

Senza contare la famosa cover in italiano di Depende degli Jarabe de Palo. Ricordate il ritornello?

Dipende, da che dipende, da che punto guardi il mondo tutto dipende…

Cover dell'album 'Depende'

“Dipende”. A ripeterlo di continuo, si nota l’assonanza con un paio di parole… di due e cinque lettere ;)

Ok, lo ammetto, questo è un post per ridere: non prendetelo sul serio. Però chissà che scherzando scherzando, un fondo di verità… :)

Postato da Fabio Vento in Musica, Quattro risate - Commenti

Gli anni ‘80… in spot!

Non sono un grande fan della televisione, ma una cosa devo riconoscerla: quegli spot pubblicitari che oggi tanto ci fanno storcere il naso, fra qualche lustro forse ci faranno sorridere. In fondo, questa forma di comunicazione riassume più di tante altre i valori e il gusto espressivo di un’epoca.

Questo devono aver pensato gli autori di Spot80 e di Lost Spot, che, dopo certosino ripping e con il contributo degli stessi utenti, ci ripropongono le pubblicità televisive di vent’anni fa. Per chi “c’era già”, sarà piacevole rileggere quell’ingenuità (ma anche quella raffinatezza) che non fanno più parte della tv di oggi.

Alain Delon sul set dello spot Annabella di Pavia

Postato da Fabio Vento in Arte e Memorabilia - Commenti

Viaggi nel tempo e libero arbitrio in Star Trek

Il viaggio nel tempo ricorre frequentemente nella saga di Star Trek, ma non è mai un semplice “accessorio narrativo”. Già nella Serie Classica trova una lettura pseudo-scientifica e di conseguenza una dimensione etica: è ribadito di continuo agli ufficiali della Flotta, e allo spettatore, che i viaggi nel passato possono alterare la storia e pregiudicare il presente.

A guardar bene, però, nel corso della saga figurano due categorie distinte di viaggi nel passato, due diverse interpretazioni che - anche se non esplicitamente indicato dagli autori - definiscono in vario modo la posizione dell’uomo nei confronti della Storia e del proprio “destino”.

Il Guardiano del Tempo

Molti viaggi nel passato provocano effettivamente dei cambiamenti nel presente. L’Enterprise-C ritorna nel passato di vent’anni prima, e cambia la storia; la sfera Borg si proietta nel 2063 e, in men che non si dica, la Terra del presente diventa una Terra “assimilata”; l’ammiraglio Janeway, dal futuro, raggiunge il nostro presente per offrire alla Voyager una strada veloce verso casa, e riesce nell’intento.

Si tratta, in tutti i casi, di cambiamenti “imprevisti” che danno origine ad una nuova linea temporale. Una interpretazione, questa, che favorisce la nozione di “libero arbitrio” e la necessità di una norma etica che lo regoli: la Prima Direttiva Temporale.

Ci sono poi viaggi nel passato che non cambiano il presente, anzi finiscono per “confermarlo”. Gli esiti di questi viaggi, si sa o si scoprirà, sono già “effettivi” nella realtà di oggi, prima ancora che i personaggi li intraprendano. La testa di Data nei sotterranei di San Francisco è presente già da prima del viaggio dell’androide nel passato; la distruzione del missile sabotato da Gary Seven faceva già parte della storia, prima ancora del viaggio dell’Enterprise negli anni ‘60.

Guinan e Data

Questi viaggi temporali non hanno fatto altro che perseguire un corso già “segnato”, sembrano insomma essere eventi “predestinati”. Stavolta pare non trovare spazio il libero arbitrio umano.

Non sia troppo sicuro di sè, chi ritiene che Star Trek pecchi di antropocentrismo. Spesso invece ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte al mistero del reale. A quelle che Q, in una famosa puntata, chiamò “le infinite possibilità dell’esistenza”.

(crosspostato su Trekportal)

Postato da Fabio Vento in Best, Cinema e TV - Commenti

Vent’anni di Dylan Dog

Lo leggevo ai tempi del liceo, Dylan Dog. Quando era nel pieno del successo e della ricchezza creativa. Ricordo lo stile essenziale di Angelo Stano, i tratti “sporchi” di Corrado Roi, ma più di tutto le storie inquiete di Tiziano Sclavi, amare e irrisolte anche nel lieto fine.

Lo abbandonai qualche anno dopo, in favore dei comics americani. Ma per i numeri d’anniversario, quando il bianco e nero fa spazio al colore, la curiosità prende il sopravvento :)

Cover Dylan Dog #242

Due parole, allora, sulla storia doppia (n. 241-242) che ha appena celebrato il ventennale della testata: spoiler warning!

“Xabaras!” è la prima anniversary tale che, anzichè battere il terreno sicuro delle rivelazioni sul passato di Dylan Dog, punta sul presente - promettendo addirittura cambiamenti nella continuity della serie. Paradossalmente, però, deve il proprio interesse a quel poco che sottrae alle zone d’ombra della storia dell’Indagatore dell’Incubo. Per il resto… la scintilla non scatta.

Nulla da eccepire ai disegni di Bruno Brindisi, in perfetto equilibrio fra dettaglio ed espressività, ma la sceneggiatura di Paola Barbato manca di mordente. Soprattutto la seconda puntata abbonda di dialoghi forzati e scene pleonastiche, frutto di un disperato tentativo di diluire un intreccio che avrebbe richiesto un episodio appena.

Vignetta da Dylan Dog #242

La storia cerca disperatamente di tener alta la tensione drammatica, ma manca totalmente di quella dimensione morale e speculativa che è tradizione della serie. Basti pensare al miraggio della vita eterna: in passato Xabaras fu severamente punito per la sua arroganza; qui nulla sembra fermarlo.

Anche sul profilo della continuity della saga, la posizione di questo racconto è ambigua: si pone ora a completamento delle origini “ufficiali” narrate nel n. 100, ora sembra invece negarle per costruire un differente “presente”. Xabaras, pur spietato, prova un visibile affetto verso il figlio: va ancora pensato come “lato negativo” del padre di Dylan e incarnazione di Abraxas?

Certamente la scoperta delle proprie radici, che nel n. 100 segnava per Dylan Dog l’inizio di una nuova vita, qui sembra catapultarlo in una strana “abulia”, che lo porta a dimenticare perfino la richiesta d’aiuto dell’amica Kim. Decisamente poco convincente.

Groucho

In compenso, però, la storia è gravida di futuri sviluppi: Cagliostro si aggiunge al parco dei comprimari (o dei personaggi ricorrenti?), e intravediamo alfine i genitori adottivi di Dylan Dog. Alcune delle loro parole sono a dir poco sibilline, e stupiscono l’omonimia del padre e la somiglianza a Morgana della madre… ma sono tratti volutamente accennati.

Probabilmente dovremo attendere il prossimo anniversario per saperne di più. Io ci sarò di certo: la curiosità, se non altro, è scattata.

Postato da Fabio Vento in Comics - Commenti

Courtesy of…

A riprova del fatto che scelgo bene i miei amici, linko con piacere le registrazioni audio dell’appena concluso meeting annuale degli utenti italiani di TeX e LaTeX, con un seminario di Onofrio “Ninni” de Bari, e l’intervista di Profumo Tintu al popolare blogger sw4n, tema la vita sociale della blogsfera!

Postato da Fabio Vento in Informatica - Commenti

Mauro fa carte false

Ecco il mio ennesimo upload su YouTube: uno dei momenti più deliziosamente trash del telefilm I ragazzi della terza C!

Chicco Lazzaretti ha superato la maturità, ma la scuola gli manca troppo! L’unica è… falsificare i suoi certificati scolastici per essere bocciato un’altra volta!

Scene come questa mi riprovano che la vera comicità non sta nella ripetizione indefinita, Zelig-like, di ruoli, intrecci o tormentoni, ma nella caratterizzazione “a tutto tondo” dei personaggi :)

Il professore di Italiano della terza C

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