Non essendo nato nel 1961, non avevo mai appreso che i Fantastici Quattro erano basati sulle vite di persone reali! Come spesso accade, la vita reale si mostrava entusiasmante al pari della finzione. Otto anni fa iniziai a fare ricerche approfondite sulla vita e le imprese dei Fantastici Quattro storici, con l’intento di scrivere la loro biografia definitiva.
Con questa “finta” James Sturm apre la miniserie Fantastic Four: Unstable Molecules, rilettura in chiave realistica, anzi antiutopostica, della storia dei Fantastici Quattro.

Quattro episodi per raccontare un frammento di vita, una breve istantanea tra i “fremiti” di quattro individui immersi in mille problemi concreti e quotidiani, quattro personaggi identici agli F4 ma che non sono loro, perchè “questo è il mondo reale”. Ma è lecito chiedersi: “può essere che alla fine lo diventeranno?”.
In fondo manca poco, siamo nel 1958, solo tre anni prima del viaggio interstellare di Fantastic Four #1 che avrebbe aperto l’era supereroica, rendendo il mondo più “fantastico” e colorato.
Mi ha coinvolto parecchio questo sentimento di inquieta attesa, di “nostalgia del futuro” che pervade tutto il racconto. Reso fra l’altro magistralmente dall’arte di Guy Davis: disegni abbozzati, con una colorazione semplice come negli anni ‘60 (qualcuno ha detto Steve Ditko?), ma nel contempo “sporchi” e irregolari.

Ma più di tutto mi preme sottolineare l’uso sapiente e innovativo di un “fumetto nel fumetto”. Attraverso i panel di Vapor Girl, fittizia serie pulp degli anni ‘50 posta ad hoc fra le mani del giovane Johnny, il lirismo del racconto si nutre del richiamo (implicito per il lettore) alla tradizione classica dei Fantastici Quattro e del fumetto supereroistico in genere. Volgendolo però in chiave antiutopica.
Nel secondo numero di Unstable Molecules, il triste monologo interiore di Susan è inframmezzato dalle vignette di Vapor Girl alle prese con grotteschi alieni conquistatori: vere e proprie “metafore agite” della percezione che la giovane donna ha della sua condizione. Il “fantastico” è decostruito nella sua ingenuità, non è credibile: serve solo ad enfatizzare le difficoltà della vita reale, ad evidenziarne le pulsioni elementari.


Questo mi richiama alla mente l’esperimento analogo compiuto pochi anni fa da Alan Moore sul Supreme di Rob Liefeld. Dove però la presenza delle tavole “vintage” è più graduale e meno intrusiva, collocandosi nella dimensione del ricordo. Anche qui un discorso metafumettistico, ma che lascia spazio alla sospensione del dubbio: presente o passato, sono tutte “storie reali”.

Secondo James Sturm, Unstable Molecules è soltanto il primo capitolo di una trilogia… e il prossimo episodio dovrebbe uscire quest’anno. Forse anche questa promessa è fittizia, ma le ultime vignette sono profetiche: sono già (non a caso) in attesa! :)
Fantastic Four: Unstable Molecules è stato tradotto in Italia su Marvel Monster Edition 5.
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