
E così è fatta! Da ieri sono, a pieni voti, dottore in informatica! :)
Ad oltre 24 ore dalla fatidica proclamazione, sento di dover ancora metabolizzare le tante sensazioni provate. Ricordo che anni fa il titolo di “dottore” mi dava un certo brivido, fantasticavo fosse capace di imporre rispetto all’attenzione di chiunque. Oggi riconosco che è “soltanto” il degno coronamento di un percorso di studi, e che in realtà gli esami, quelli veri, non finiranno mai.
Però mi piace pensare - e probabilmente è così - che questi anni di università siano stati anche anni di maturazione umana. Sono tantissimi i rapporti che ho stabilito, molte le amicizie nate e che sono tutt’ora una parte importante della mia vita. Basso volume di iscrizioni, sede unica e “raccolta”, materie “scoglio” per “sfoltire” gli studenti, docenti “a misura d’uomo”: condizioni per certi versi uniche che mi hanno portato, nel tempo, a conoscere un pò tutti e a vivere una dimensione “familiare” dell’esperienza universitaria.
Gli studi non sono stati facili, anche se, da appassionato di matematica, ho risentito un pò meno della grande “anticamera” di algebra e analisi che precede le materie strettamente informatiche. Quella che era un’attitudine indefinita si è andata via via precisando, e oggi so un pò meglio cosa, dell’informatica, mi piace. Magari ne parlerò meglio in un futuro post :)
Come rappresentante studenti presso il Consiglio di Corso di Laurea, posso dire di aver riscosso un discreto successo (sono stato riconfermato dopo due anni con tantissimi voti) e di aver realizzato qualcosina per i miei colleghi. Questa esperienza mi ha aiutato a capire che aiutare non è prerogativa degli eroi e dei santi: c’è sempre spazio, anche per chi ha pochi mezzi e molte meno pretese. E in un certo senso ricompensa sempre. Inoltre, e non senza un pò di arroganza, mi piace pensare di avere un pò “set the standard”. Nei primi anni del Corso di Laurea quella del rappresentante era una figura ambigua e fantomatica, ben poco bramata: forse si deve anche un pò al mio operato, l’entusiasmo con cui altri dopo di me hanno “fatto domanda”.

A tutt’oggi non so se le idee degli studenti sulla didattica, espresse nelle assemblee e spesso contrapposte a quelle dei docenti, avessero davvero “gambe troppo corte” per stare in piedi. Ma ciò che rimane sono i rapporti umani, e, ormai non più sospettabile di “ruffianeria”, posso dire che ricorderò sempre la disponibilità dei miei professori, e quel modo loro proprio di superare le formalità, di comunicare in forma diretta e semplice senza perdere in stile.
Voglio ricordare in particolare il prof. Vito Di Gesù (le cui personali congratulazioni dopo la proclamazione mi hanno commosso), i miei relatori proff. Antonio Restivo e Tecla Sportelli (di grande disponibilità nell’accettare una tesi “esotica” come la mia), il prof. Domenico Tegolo (la cui simpatia ricorderò sempre), il dott. Cesare Valenti (con cui ho condiviso il viaggio d’istruzione in quel di Granada), e ancora i dott. Biagio Lenzitti e Giosuè Lo Bosco. E più di tutti saluto e ringrazio il prof. Fabio Di Franco (che fra noi studenti è un mito), che tante e tante volte e con infinita pazienza mi ha aiutato nel ruolo di rappresentante.
Prossimamente un post sulla mia tesi di laurea!


































