
Che m’importa se sei incominciato per caso o per sbaglio, anche il mondo in cui ci troviamo non incominciò per caso e forse per sbaglio? Alcuni sostengono che in principio non c’era nulla fuorché una gran calma, un gran silenzio immobile, poi si verificò una scintilla, uno strappo, e ciò che non era fu. Allo strappo seguirono presto altri strappi: sempre più imprevisti, sempre più insensati, più ignari delle conseguenze. E tra le conseguenze sbocciò una cellula, anche lei per caso, forse per sbaglio, che subito si moltiplicò a milioni, a miliardi, finchè nacquero gli alberi e i pesci e gli uomini. Tu credi che qualcuno si ponesse un dilemma prima dello scoppio o prima della ceullula? Credi che si domandasse se gli sarebbe piaciuto o no? Credi che si preoccupasse della sua fame, del suo freddo, della sua infelicità? Io lo escludo. Anche se qualcuno fosse esistito, ad esempio un Dio paragonabile all’inizio dell’inizio, al di là del tempo e al di là dello spazio, io temo che non si sarebbe curato del bene e del male. Tutto avvenne perché poteva avvenire, quindi doveva avvenire, secondo una prepotenza che era l’unica prepotenza legittima. E lo stesso discorso vale per te.
Da “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci



















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