La maggior parte dei critici concordano nell’affermare che il web 2.0 sia il primo vero stadio di maturità (e di autoconsapevolezza sociale) di Internet. Giuseppe Granieri, sull’ottimo Blog Generation, rivela l’efficacia delle dinamiche sottese al mantenimento dell’ordine e della qualità dell’offerta dei social network. Ne consiglio a tutti la lettura.
Tuttavia… non posso fare a meno di notare che la Rete di oggi è connotata anche da altro. Da una partecipazione molto più “di massa”, da un’utenza assai più vasta e meno socialmente “delimitata” di quella di cinque, dieci anni fa. Che era definita dal “censo”: come dimenticare i primi costosissimi abbonamenti dial-up e la tariffa urbana a tempo?

Non so se sia un bene o un male, perchè in ultimo (per coniare una frase) “Internet è libertà”. Certo è che l’assenza di filtri e “sbarramenti” sociali ha fatto sì che i social network si sviluppassero come interpreti dei valori di fondo della grande massa degli “ultimi arrivati”: i ragazzi e gli adolescenti cresciuti a pane, tv commerciale e Playstation. I blog decisamente kitsch del circuito Live Spaces e le reti sociali come Badoo (dove il contatto è palesemente legato alla preferenza fisica, leggi invio di foto) ne sono l’espressione più lampante.
E’ realistica una scrematura della fuffa? Beh, nella blogosfera in qualche modo c’è già, nella misura in cui la variegata offerta di piattaforme e CMS fa (sia pure rozzamente) da “delimitatore” sociale. Non c’è dubbio che il livello medio dei blog Splinder o Blogspot sia superiore a quello dei già citati Live Spaces.
Ma così, di certo, non è stato per le chat. Queste hanno sofferto dell’incapacità strutturale di “filtrare” utenti e contenuti, diventando in poco tempo impraticabili, tanto per la confusione generata quanto per l’innegabile calo dell’età media e della qualità della partecipazione.

ICQ, il primo instant messenger di grande popolarità, incarnava alcune caratteristiche interessanti, prima fra tutte la random chat, che, con pochi click, metteva in comunicazione utenti lontani e fino a quel momento estranei. Ma è stato presto soppiantato da MSN Messenger e dalla sua struttura volutamente “chiusa” (chatti soltanto con chi già conosci). Una scelta in parte commerciale (promozione dei Live Spaces), in parte obbligata per la già citata necessità di “scremare”.
Chi allora, come me anni fa, frequentava IRC e ne apprezzava l’immediatezza nel far conoscere nuove persone (un solo click ed eri già in contatto: niente pagine web, form di richiesta o tempi di attesa), la dimensione un pò “misteriosa” della scoperta (solo un nickname per “connotare” l’utente), o anche solo il fascino di rivelarsi e un pò affascinarsi con le sole parole, sente che qualcosa - dopotutto - si è perso.
Postato da Fabio Vento in
Best,
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