
Una delusione. Sono andato nonostante il “freddo” della critica, ma mi agitavo irrequieto già al primo tempo.
Una fotografia superba e una costruzione scenografica che non risparmia dovizia di particolari e perizia storica fanno da cornice ad una sceneggiatura incolore e superficiale, incapace di scavare l’animo dei personaggi, e ad una regia inspiegabilmente (e inopportunamente) frenetica.
Peccato, perché un attore sensibile come Javier Bardem (qualcuno ricorda Carne tremula e Mare dentro?) avrebbe meritato di meglio che confrontarsi con la piatta (e a mio avviso sempre più sopravvalutata) recitazione della nostra Giovanna Mezzogiorno.
Pollice verso.



















Commenti (5)
Non posso dire, non l’ho ancora visto.
Però posso lasciare saluto e augurio di buona settimana ;-)
La vera pecca di questo film non è tanto la recitazione (che sì non è stata all’altezza, ma neppure tanto scarsa) bensì l’impostazione totale del film e del suo messaggio reale. Il romanzo di Marquez, da cui è stato tratto il film, imprimeva molta più passionalità, molta più intensità e molta emotività, cosa che qui invece è quasi del tutto assente. Alla fine sembra che Florentino Ariza sia un poveretto succube di un amore giovanile che vive in modo morboso ed ossessivo, quando in realtà c’è dietro una grande storia d’amore dal significato profondo.
E purtroppo l’impressione finale è completamente sbagliata.
Concordo pienamente :)
A me films così non fanno venir voglia di andare a vederli a prescindere. Preferisco cose fantastiche o horror o in definitiva spettacolo puro.
Se mi andasse di sapere qualcosa sull’amore ai tempi del colera mi procurerei un saggio.
But that’s just me.
Soulwoman, perché non hai detto che ne hai scritto sul tuo blog? Me ne sono accorto soltanto ora :)
http://liberorespiro.blogspot.com/2008/01/lamore-ai-tempi-del-colera-il-film.html
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