Inutile negarlo: il sistema operativo Apple non è soltanto esteticamente gradevole, ma anche estremamente intuitivo. Da (ennesimo!) ex-utente Windows, ho preso da subito confidenza con le (più o meno sottili) diversità di Mac OS X.
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Eppure, non posso che accodarmi a chi lamenta alcune ingenuità dell’ “esplora risorse”, Finder - ingenuità che in certi momenti fanno decisamente crollare a picco il grado di usabilità del sistema. A cosa mi riferisco? E’ presto detto.
- Manca (o, meglio, non è attivato) il “taglia e incolla” di file: l’unica per muovere un documento è il drag & drop per l’intero percorso, tenendo premuto il tasto del mouse. Beh, basta che vi fermiate un secondo di troppo su una cartella, e vi entrate dentro. E se è quella sbagliata?
- Non viene visualizzato, sulle finestre Finder, l’intero percorso fisico della cartella corrente. E se in qualche modo dovete referenziarla, e non ricordate come “arrivarci”?
- Le finestrelle “salva con nome…”, a differenza di quanto avviene su Windows, non sono vere e proprie finestre di “esplora risorse”: per dirne una, non consentono di rinominare “al volo” i files presenti nella cartella corrente (cosa molto comoda se state aggiornando un file ma volete fare un backup della vecchia copia).

Beh, agli utenti Mac che condividono i miei “punti”, sono lieto di comunicare che per almeno due di questi c’è un rimedio.
Il plugin FileCutter, infatti, accorpa al file menu di Finder la funzionalità di cut & paste, mentre per la sola versione 10.5 del sistema (nota anche come Leopard) c’è un hack per la visualizzazione del full path della cartella corrente.


































