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Il blog di Fabio Vento

Campo di lavoro a Wulfshagenerhütten: report

Come promesso, ecco un bel report (con tanto di foto) della mio soggiorno presso il campo di volontariato di Wulfshagenerhütten!

Anzitutto, la composizione del “parco volontari”: due italiani, due tedesche, una giapponese, una ucraina, una norvegese, una ceca, una spagnola e un americano, quasi tutti studenti o laureati nei rispettivi paesi d’origine. Età oscillante fra i 21 e i 33 anni.

Io ed alcune volontarie del campo

Il villaggio presso cui siamo stati ospitati, Basisgemeinde Wulfshagenerhütten, è una comunità cristiana (a prevalenza protestante) fondata da un pastore negli anni ‘70 e modellata a tutti gli effetti sulle prime comunità cristiane: condivisione delle risorse materiali e vita quotidiana (pranzo, preghiera, riunioni, relax, giochi) in comune.

Fanno parte della comunità circa 65 persone, anche se durante la nostra permanenza una ventina circa si trovavano in ritiro spirituale o in viaggio. La loro economia è fondata prevalentemente su una fabbrica di giocattoli in legno che, nata da poche risorse, si è presto espansa fino a meccanizzarsi e a raggiungere un volume invidiabile di produzione. C’è anche un asilo nido, che nel tempo ha accolto tutti i bambini della comunità.

La casa principale della comunità

Il villaggio accoglie di continuo visitatori (nell’ambito o meno di progetti di volontariato) che in cambio di vitto e alloggio partecipano al lavoro ed alla vita comunitaria. Molti di essi, nel tempo, hanno deciso di stabilirsi definitivamente: a quel punto hanno rinunciato ad ogni possesso materiale iniziando a condividere anche il proprio denaro.

La rinuncia all’individualismo, alla ricerca di profitto e status sociale, ai rapporti fondati sulla competizione: questa gente ha voluto e saputo mostrare che è possibile accogliere il messaggio di Cristo e considerare gli altri uomini al pari di fratelli. Ciascuno collabora al bene comune secondo le proprie doti e i propri talenti, e tutti condividono la stessa dimensione spirituale della vita.

Colazione in comunità

Di come tutto ciò sia reale e concreto, me ne sono reso conto in tante cose: nella gentilezza e cortesia della gente (non ho mai assistito a un conflitto o a una discussione animata), nella puntuale organizzazione della vita quotidiana (per esempio nei lavori di casa, che sono gestiti “a turnazione”) e soprattutto nella spensieratezza delle serate in comune, dove tutti, dal ragazzino all’anziano, scherzano e ballano in allegria. Un’esperienza preziosa che tutti dovremmo vivere o quantomeno sperimentare.

Ballo in comunità

Veniamo al campo di volontariato. Piccola nota dolente: metà dei volontari hanno alloggiato in roulotte che di sera si riempivano di umidità (è pur sempre il nord della Germania)… per fortuna c’erano ottime coperte a corredo! :)

Durante il giorno avevamo libero accesso alla casa principale. Il pranzo era in comunità, mentre di sera organizzavamo dei turni per preparare la cena.

Il mio camper

Il lavoro: beh, che dire? E’ stato piuttosto pesante: ben sette ore al giorno! Abbiamo partecipato alla ristrutturazione di una delle case del villaggio e al lavoro in fabbrica. Per me è stata la prima esperienza da “operaio” e mi sono reso conto di quanto sia faticosa e… tutt’altro che intuitiva!

Lavori in cantiere

Molti di noi speravano di imparare a fabbricare giocattoli a mano, e siamo rimasti tutti un pò delusi quando ci siamo trovati di fronte ad asfittici macchinari per produrre singoli pezzi che sarebbero poi stati assemblati altrove. Ripetere gli stessi movimenti per due o tre ore non è proprio il massimo… davvero non so come avrei fatto senza il mio iPod! :)

In fabbrica

Un giorno però c’è stata una piacevole “variazione sul tema”: abbiamo aiutato la comunità a raccogliere patate presso il campo di un vicino contadino. In cambio del lavoro, il villaggio trattiene una parte del raccolto.

Raccolta di patate

Con gli altri volontari mi sono trovato più che bene: abbiamo formato un gruppo internazionale coeso, armonioso e pieno di brio. Con alcuni di loro ho condiviso anche un viaggio alla vicina Eckernförde e uno a Lubecca :)

Di certo due settimane sono poche per stabilire rapporti profondi, ma è stato comunque bello, nella frenesia incalzante dei lavori e delle attività in comune, fermarsi ogni tanto e scambiare parole, pensieri, punti di vista. Nel tentativo di capire quanto l’essere nati in paesi lontani renda diversi e insieme, paradossalmente, simili.

Massaggi

In conclusione, un’esperienza decisamente positiva che mi ha permesso di entrare in contatto con modi di vita, costumi e anche semplici attività giornaliere inedite e per questo affascinanti. E mi ha dato occasione – com’è sempre nel volontariato – di far qualcosa di positivo per altri :)

Tutto ciò mi ha giovato, e non soltanto in termini di pura esperienza: mi ha aiutato a focalizzare con più precisione in che direzione sento di voler dirigere la mia vita… e non solo per ciò che riguarda le attività di volontariato. Non sarà di sicuro l’ultimo workcamp a cui parteciperò.

Ciao ragazzi, mi mancherete! :)

Gli altri volontari

Postato da Fabio Vento in Indiscrezioni - Commenti

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