fv's fuzzy blog

Il blog di Fabio Vento

Archivio di Gennaio 2009

Ciao Giuseppe

Torno adesso da una bella e costruttiva giornata di protesta, divertimento, scambio di idee con gli amici della LAV, quando scopro sul sito del Meetup Palermo 3 che Giuseppe Gatì, il contestatore di Sgarbi ad Agrigento, è morto in un incidente sul lavoro.

Giuseppe Gatì

“Non ti ho mai neanche stretto la mano, credevo ci fosse ancora tempo”: scrive questo sul “trafiletto” msn un’attivista del Meetup, e sembra leggermi nel pensiero.

Tu, Giuseppe, eri parte di quella sparuta generazione di piccoli eroi, senza bandiera ma con sguardo lontano, che sa ancora alzare la testa contro le angherie dei potenti. Piccoli eroi che si dicono semplicemente uomini normali non rassegnati a vivere una realtà anormale.

E tu eri il più “normale” di tutti, non fosse altro che vivevi ad Agrigento. Quella città vicina, vicinissima, dove vivono i miei parenti e dove ritorno ogni anno per le festività. In quella città spenta, adagiata in un torpore innaturale, sei stato un neo, un “quid” impazzito. Normale che lì per lì non ti abbiano compreso.

Piero Ricca e Giuseppe Gatì

Ricordo la sorpresa di trovarti a fianco di Piero Ricca alla presentazione di “Alza la testa”. «Ho pensato che non sono io a dover andar via dalla Sicilia: deve andarsene chi continua a martoriarla».  Poche e timide parole: ma anche se non avessi detto niente quell’appaluso ce l’avresti strappato lo stesso.

Quella volta non ti ho avvicinato, non ti ho stretto la mano. Avevo tanto da dirti… e non sapevo cosa dirti. E ora è insensatamente troppo tardi.

Non posso che ricordarti così, e ripetere le tue parole:

Giuseppe Gatì ad Agrigento

Viva Caselli! Viva il pool antimafia!

Postato da Fabio Vento in Attualità, Best, Indiscrezioni - Commenti

Dove vanno le anatre…?

Chiunque abbia letto (e amato) “Il giovane Holden” di J. D. Salinger ricorderà un dubbio che frullava nella mente del protagonista:

“Io abito a New York, e pensavo al laghetto di Central Park, vicino a Central Park South. Chi sa se quando arrivavo a casa l’avrei trovato gelato, mi domandavo, e se era gelato, dove andavano le anitre? Chi sa dove andavano le anitre quando il laghetto era tutto gelato e col ghiaccio sopra. Chi sa se qualcuno andava a prenderle con un camion per portarle allo zoo o vattelappesca dove. O se volavano via.”

Beh, non sapevo neppure io che risposta dare… finchè un buon flickeriano non mi ha “illuminato”:

Anatre sul ghiaccio a Central Park

Titolo della foto: Anatre che camminano sul ghiaccio a Central Park ;)

Postato da Fabio Vento in Libri, Quattro risate - Commenti

Adolfo Parmaliana, uomo d’altri tempi

Adolfo Parmaliana

Nel rumore assordante di un sistema mediatico che rincorre il superfluo, ci sono tante storie “piccole” che rimangono al buio. Piccole, eppure grandi per lo spessore degli uomini che le hanno vissute. Adolfo Parmaliana è uno di questi.

Padre amorevole, marito innamorato, amico sincero, stimato e appassionato ricercatore: Parmaliana era questo e non soltanto. Credeva profondamente nella legalità, nella politica come servizio ai cittadini, nelle istituzioni.

Per anni si è battuto per scardinare il sistema di corruzione che permeava l’amministrazione del paese di Terme Vigliatore. Al punto da provocarne lo scioglimento del consiglio comunale per mano del Capo dello Stato.

Ma il prezzo è stato duro. Perchè quella stessa magistratura in cui riponeva fiducia, con pretesti speciosi gli si rivolse contro: da accusatore divenne accusato.

Fosse stato un politico da “Italietta”, avrebbe sfoggiato quasi a vanto i suoi capi d’imputazione. Ma lui non era così. L’idea che potesse aleggiare su di lui anche un minimo sospetto, gli è stata intollerabile.

Il suo ultimo gesto - il suicidio - può apparire folle, ma solo se accettiamo di chiamare “follia” quel profondo senso di dignità e di rispetto di sè che non fa più parte del nostro tempo.

E’ una storia da ascoltare, sono parole da leggere, è un ricordo da condividere nel quasi totale silenzio del media. Per lui e anche per noi.

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Petizione “Solare come Sicilia”

Invito tutti a firmare questa petizione online per l’uso del solare termodinamico come fonte energetica in Sicilia. Di seguito il testo:

“Il nuovo solare termodinamico ad alta temperatura, l’energia catturata dagli specchi parabolici e immagazzinata da un fluido salino, è la terza via delle rinnovabili. Una fonte pulita, perfettamente competitiva, abbondante e sicura. Basta un quadrato di tre chilometri di lato, la lunghezza di una pista di aeroporto, per ottenere la stessa energia di una centrale nucleare. E per giunta è tecnologia italiana: una ricchezza che possiamo utilizzare direttamente ed esportare”. Non è il solito ambientalista che parla1, ma il premio Nobel Carlo Rubbia in una intervista del 2004 (link) nella quale presentava il suo progetto “Archimede” per realizzare a Priolo (SR), presso la centrale dell’ENEL, un impianto da 20 MW.
Nella più assoluta indifferenza della classe politica isolana, pur capace di condizionare - allora come oggi - il Governo nazionale e mentre per il controllo di riserve petrolifere si scatenava in Iraq una guerra, l’opportunità di caratterizzare la Sicilia come luogo di produzione di energia alternativa agli idrocarburi fu persa e il progetto fu notevolmente ridimensionato. Rubbia abbandonò in seguito l’ENEA e fu chiamato dal Governo spagnolo che riconobbe al brevetto di Rubbia gli incentivi negati in Italia.
Con questa petizione chiediamo al Governo Lombardo, in procinto di varare il piano energetico regionale, di non prevedere o consentire l’insediamento in Sicilia di centrali nucleari, ma di caratterizzare la nostra isola per l’innovazione nello sfruttamento di energie da fonte rinnovabile, a cominciare dal solare termodinamico.”

1 Certo questa frecciatina allo stereotipo dell’ambientalista “fondamentalista” se la potevano risparmiare :) Io ne conosco tanti e hanno tutti la testa sulle spalle.

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