fv's fuzzy blog

Il blog di Fabio Vento

I numeri di Smilla

Smilla

«Perché il sistema numerico è come la vita umana. Per cominciare ci sono i numeri naturali. Sono quelli interi e positivi. I numeri del bambino. Ma la coscienza umana si espande. Il bambino scopre il desiderio, e sai qual è l’espressione matematica del desiderio?»

Versa nella zuppa la panna e alcune gocce di succo d’arancia.

«Sono i numeri negativi. Quelli con cui si dà forma all’impressione che manchi qualcosa. Ma la coscienza si espande ancora, e cresce, e il bambino scopre gli spazi intermedi. Fra le pietre, fra le parti di muschio sulle pietre, fra le persone. E fra i numeri. Sai questo a cosa porta? Alle frazioni. I numeri interi più le frazioni danno i numeri razionali. Ma la coscienza non si ferma lì. Vuole superare la ragione. Aggiunge un’operazione assurda come la radice quadrata. E ottiene i numeri irrazionali.»

Scalda il pane nel forno e mette il pepe in un macinino.

«E’ una sorta di follia. Perché i numeri irrazionali sono infiniti. Non possono essere scritti. Spingono la coscienza nell’infinito. E addizionando i numeri irrazionali ai numeri razionali si ottengono i numeri reali.»

Sono finita al centro della stanza per trovare posto. E’ raro avere la possibilità di chiarirsi con un’altra persona. Di norma bisogna combattere per avere la parola. Questo per me è molto importante.

«Non finisce. Non finisce mai. Perché ora, su due piedi, espandiamo i numeri reali con quelli immaginari, radici quadrate dei numeri negativi. Sono numeri che non possiamo figurarci, numeri che la coscienza normale non può comprendere. E quando aggiungiamo i numeri immaginari ai numeri reali abbiamo i sistemi numerici complessi. Il primo sistema numerico all’interno del quale è possibile dare una spiegazione soddisfacente della formazione dei cristalli di ghiaccio. E’ come un grande paesaggio aperto. Gli orizzonti. Ci si avvicina a essi e loro continuano a spostarsi. E’ la Groenlandia, ciò di cui non posso fare a meno! E’ per questo che non voglio essere rinchiusa.»

Sono finita davanti a lui.

«Smilla” dice. «Posso baciarti?»

Da “Il senso di Smilla per la neve”, Peter Høeg, 1994


Postato da Fabio Vento in Dal vecchio blog, Libri - Commenti

Commenti (2)

Pippo, alle 23:04 del 8 marzo 2009

Caro cugino,
Ho proprio la sensazione che ogni giorno di più perdiamo il senso della proporzione delle cose. Per esempio è diventato impossibile dire che la festa della donna, oltre ad essere un’offesa per le donne che non hanno bisogno di un giorno per essere celebrate, è una grandissima puttanata. Serve solo ad ascoltare una serie di cretinate in televisione: Siamo uguali (anche se io non ricordo di avere conosciuto una donna col cazzo, nè un uomo col figa), le donne sanno soffrire di più degli uomini (e io mi ricordo che il mio bisnonno, mio nonno e mio padre lavoravano in una miniera di zolfo dallo spuntare del sole sino al tramonto e completamente nudi per il caldo) … insomma le amenità ci tramortiscono.
Naturalmente ne parlano di più quelle donne, in televisione, che considerano ormai la normalità vestirsi (o svestirsi) esattamente come fanno le puttane in nome della LIBERTA’ (anche le puttane si svestono perché sono libere di farlo).
Non sarebbe il caso di evitare alle donne la mortificazione di una festa solo per loro … che evidentemente sono considerate inferiori da chi con tanto accanimento vuole questa festa?
Non sarebbe il caso di trasformarla …che ne so nella festa delle uguali opportunità? (così tra l’altro imparano a portare le valigie pesanti invece di chiederlo ai maschi che le sfruttano?)
COSI’ ABBIAMO TUTTI GLI STESSI DIRITTI E NON NE PARLIAMO PIU!!! (che ci hanno un pò rotto le palle)
Ciao, stai bene e ti aspetto sempre
Pippo

Fabio Vento, alle 23:46 del 8 marzo 2009

Mitico Pippo! Ci vediamo presto ;)

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