Ci sono realtà che ti passano davanti, ma che ignori. O che accetti come normali, ma a volte avviene quel “click”, quello scatto definitivo che ti fa dire: «Ma certo, come ho fatto a non accorgermene?». Allora ti chiedi come sia stata possibile tanta cecità: forse l’abitudine tavolta è più galeotta di un’azione deliberata.
Ecco, fino a un paio d’anni fa non mi ero mai posto il problema di cosa io mangiassi a tavola. A cambiare le cose fu uno di quegli strani giochi che la sorte ti fa quando sei disposto a metterti in questione: nel mio caso, conobbi le persone giuste al momento giusto. Bastarono poche parole: la mia decisione di diventare vegetariano fu quasi immediata, direi naturale come il rendermi conto (anzi, l’ammettere) che dietro “la fetta di carne” o “il panino al salame” c’è la sofferenza e la morte di animali che hanno il nostro stesso diritto alla vita.
Naturalmente avevo le mie perplessità: «Ma si può fare? Non mi verrà a mancare qualcosa?». Per fortuna avevo accanto qualcuno che vegetariano era già e poteva confermarmi che sì, una tale alimentazione è più che possibile: con dati scientifici, ma anche con la “prova definitiva”, la sua salute. C’è di più. Mi ha aiutato a capire che con la dieta vegetariana non aiutavo soltanto gli animali, ma anche l’uomo: l’economia della carne, non tutti lo sanno, è una delle cause del persistere della fame nel mondo.
Oggi, dopo due anni di “addio alla carne”, sto più che bene e ho quella motivazione che mi aiuta a resistere all’occasionale golosità. Perchè il vegetarismo è davvero una buona azione quotidiana che ciascuno di noi, nel suo piccolo e con poco sforzo, può mettere in atto. Per me è stato anche un risveglio a idee che da tempo non abbracciavo, come la consapevolezza del rapporto fra uomo e natura, e del fatto che una parte della nostra felicità sta nell’armonia con l’ambiente in cui viviamo.
Per un siciliano, abituato com’è alle primizie della dieta mediterranea, riuniciare alla carne è due volte più facile. Ciò che manca da queste parti è una dimensione sociale dell’informazione sul vegetarismo, dovuta sia ai tanti pregiudizi che “imperano”, sia al fatto che di vegetariani, ahimè, ce ne sono ancora pochi. Da qui l’idea: un mio amico di Catania tiene da anni dei seminari sulla scelta vegetariana, perché non invitarlo a Palermo?
Il seminario gratuito “Vegetariani: come e perchè”, a cura del dott. Giuseppe Pappalardo, si svolgerà sabato 27 giugno dalle 9.30 alle 18.30 alla sede di LEFT (via degli Schioppettieri 8). Talk, filmati e report scientifici illustreranno le ragioni del vegetarismo, anche dal punto di vista nutrizionale: sapete che una dieta priva di carne è addirittura più salutare?
Ah, dimenticavo: sarà presente la LAV di Palermo (mia “partner” nell’organizzazione) che offrirà un pranzo-buffet vegetariano agli intervenuti, giusto per dimostrare che… la scelta vegetariana non sacrifica per nulla il gusto :)
Un motivo in più per non mancare, no?
(crosspostato su Rosalio)
AGGIORNAMENTO: sul blog della LAV Palermo un breve report dell’evento con la relativa bibliografia, utile anche per chi non ha partecipato :)

















