Al terzo giorno di permanenza ad One World Festival, sento l’esigenza di “buttare su carta” un breve report.

Il posto è bellissimo. Si tratta di una scuola cristiana nella campagna di Bath, città dell’ex-contea di Avon (oggi North Somerset) del Regno Unito. Immersa nel verde e nella tranquillità, offre scorci di natura incontaminata, e questo ne fa già una sede idonea per le attività del festival. Il tempo è un pò altalenante, oscilla fra belle giornate di sole (nient’affatto calde) e brevi piovigginate.
L’atmosfera è unica. Sarà che chi parla è un italiano in viaggio nel Regno Unito, sarà che i non indifferenti costi di ingresso hanno “selezionato a monte”, ma percepisco una cortesia, una gentilezza e anche una comunicativa che rievocano lo spirito di una vera e propria comunità. Tanto più che la maggior parte degli “ospiti” abita in tende allestite per l’occasione.
Le attività, tenute da esperti da tutto il mondo, fanno perno sulla macrobiotica e sulle discipline artistiche. Ce ne sono davvero tante e diventa difficile “selezionare”: alcuni workshop vorrei davvero seguirli in modo continuativo, ma preferisco “esplorare” il più possibile per cogliere il massimo degli “spunti”. Per il momento seguo con molto interesse un workshop sulla cucina macrobiotica, uno sulle percussioni africane, altri ancora su ballo e danza.
Naturalmente, e non potrebbe essere altrimenti, gli italiani abbondano. Non però fra i partecipanti (a tutt’oggi non sono riuscito a trovarne: so però che ci sono), bensì fra i tanti volontari che da vari paesi del mondo lavorano all’organizzazione e alla security. Cosa incredibile, due sono di Palermo… e li conoscevo già per tutt’altre vie :)
La cucina è naturalmente vegetariana e fa largo uso di verdure, seitan e tofu: finora un ottimo risultato. Non manca un minimo di “nightlife” con un cafè “sotterraneo” che, specialmente la sera, si riempe di gente e ospita piccoli concerti. All’offerta “convenzionale” di alcoolici si affianca un’atmosfera esotica e decisamente informale fatta di drappeggi orientali e di cuscini “puffo” su cui ci si può distendere ad ogni ora.
Vado, mi attende un nuovo workshop :)



















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