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Il blog di Fabio Vento

Archivio di settembre 2009

Stasera letture a voce alta al Parisi 7 Bar

Riporto un mio articolo da Balarm: stasera c’è un gustoso evento “sponsorizzato” dall’associazione L’Arte del Vivere con Lentezza che seguo da tempo con interesse. Ringrazio Fabrizio Piazza di Modusvivendi per aver colto al volo il mio input di alcune settimane fa! :)

L'Arte del Vivere con Lentezza

“Seduti in quel caffè”: si legge al Parisi 7 Bar

Riscoprire il bar come ambiente di incontro, di convivialità, come osservatorio tranquillo e privilegiato della realtà che “scorre”: è questo il senso di “Seduti in quel caffè”, serata di letture a voce alta che il Parisi 7 Bar (via Enrico Parisi 7, Palermo) accoglierà martedì 29 settembre a partire dalle ore 19.30. Ideato dalla libreria Modusvivendi di Palermo, l’evento ospiterà reading da Ernest Hemingway, Jack Kerouac, Omar Khayyam, Galileo Gallei, François Rabelais, Stefano Benni, Santo Piazzese, Gian Mauro Costa, oltre ad alcuni pezzi degli allievi dei laboratori di scrittura dell’associazione “Gli Amici di Oblomov ” che collabora nell’organizzazione. Ad accompagnare le letture, la musica dal vivo di Federico Gueci al contrabbasso e Carla Restivo al sax contralto.

Quest’evento si inserisce nell’ambito dell’iniziativa “Leggevamo quattro libri al bar” dell’associazione nazionale “L’arte del Vivere con Lentezza” (www.vivereconlentezza.it), che ogni anno invita  i proprietari  di bar ad aprire i propri spazi a incontri di lettura a voce alta. Nello stesso periodo si svolgeranno infatti manifestazioni analoghe in tutta Italia: «E’ un’iniziativa – commenta Bruno Contigiani, presidente dell’associazione – che dal 2007 opera contro la solitudine vissuta nelle grandi città e a favore di luoghi aperti all’incontro come appunto i bar».

«Abbiamo aderito con entusiasmo a questa iniziativa stimolante – commenta Fabrizio Piazza, responsabile vendite della libreria Modusvivendi – perché siamo convinti che la lettura in contesti non canonici come può essere un bar o una piazza favorisca lo sviluppo dei libri e della cultura. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per una serata piacevole: un buon libro, un buon bicchiere di vino, un locale accogliente e moderno, buona musica. Cosa chiedere di più?» E aggiunge: «Con questa iniziativa prende il via una speriamo fruttuosa collaborazione tra la nostra libreria, l’associazione “Gli Amici di Oblomov” che si occupa di laboratori di scrittura e della diffusione della lettura e il Parisi 7 Bar, che ha da poco aperto i battenti sotto la guida attenta di Cinzia Helg e di Daniela Schimicci». L’evento è a ingresso libero, per maggiori informazioni telefonare al numero 091.323493.

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Pensieri ed emozioni dalla due giorni a Vasto

Trovo finalmente il tempo per riordinare un pò le idee sulla breve ma intensa partecipazione agli stati generali di Italia dei Valori, in quel di Vasto.

Quarto Incontro Nazionale IDV

Che dire? Sono stati due giorni appassionanti e, direi, emozionanti. E non tanto per i contenuti squisitamente “programmatici”, che pure hanno visto il movimento – finalmente – conquistare statura di partito e di soggetto autonomo dell’agone politico.

No, il momento più intenso è stato nel dialogo con la società civile. Quella società civile che è egregiamente espressa da giornalisti liberi come Marco Travaglio, Peter Gomez, Concita De Gregorio, da magistrati coraggiosi come Luigi De Magistris, da tenaci “girotondini” come Francesco “Pancho” Pardi, o semplicemente da persone oneste come Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Gioacchino Genchi con la loro lotta quotidiana per la giustizia e la legalità.

Persone che ammiro tanto, e che hanno scelto gli spazi di Italia dei Valori, e non di altri, per testimoniare la propria presenza e il proprio impegno. Segno, questo, che le lotte del partito per la moralizzazione della vita politica e civile incontrano il sentire comune. Che il movimento, nonostante le tante difficoltà attraversate e la necessità di una parziale revisione dei quadri (specialmente al Sud Italia) procede nella direzione giusta, conquistando sempre più ciò che gli altri partiti hanno “dismesso”: il rapporto con i cittadini, veri e ultimi “destinatari” dell’agire politico.

Di seguito i filmati: niente politichese, solo parole sincere e autentiche tensioni morali. Se alcuni momenti vi emozioneranno, pensate a come dev’esser stato per chi era lì :)

Inutile dire che un evento simile ha chiamato giornalisti e blogger da tutta Italia: i secondi, direi, sono stati equiparati ai primi in quanto a spazi e risorse (cartella stampa, connessione wi-fi, sistemazione gratuita in albergo). Ho apprezzato molto la sensibilità di Antonio Di Pietro verso questa “frontiera” della comunicazione che ha tutti i presupposti per essere più “libera” e meno condizionata.

Fra i tanti “operatori del settore” conosciuti voglio salutare in particolare Andrea, Lorenzo e Leonardo che si sono guadagnati la mia stima per la serietà e l’impegno mostrati.

Ad maiora! :)

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Da domani “Il Fatto Quotidiano”

Il Fatto Quotidiano

Finalmente ci siamo! Domani 23 settembre, in molte città d’Italia, uscirà il primo numero de Il Fatto Quotidiano. Un quotidiano libero, senza padroni e senza vincoli economici con lo Stato, curato giorno per giorno da veri giornalisti come Marco Travaglio, Peter Gomez, Antonio Padellaro, Pino Corrias.

In questi tempi difficili, è fondamentale che il “virus” della vera informazione si propaghi e faccia luce là dove il regime cerca di oscurare la realtà dei fatti.

Qui la distribuzione per città e province. Non mancate :)

AGGIORNAMENTO: su www.antefatto.it in via eccezionale il primo numero in pdf!

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Un weekend a Vasto e Roma

Scrivo da Vasto, che in questi giorni ospita gli stati generali di Italia dei Valori. Non sono voluto mancare perché va finalmente delineandosi il programma del partito come alternativa di governo. Da iscritto seguo IDV ormai da tempo e mi riconosco pienamente nei suoi principi ispiratori e nelle lotte per la legalità.

Quarto Incontro Nazionale IDV

Passando da Roma per il ritorno, dedicherò anche qualche ora alla Festa Nazionale dell’Altra Economia, evento che vuole riunire quei settori economici (dal biologico al commercio equo solidale, dalle energie rinnovabili alle ecoproduzioni, dal turismo responsabile alla finanza etica) che testimoniano la scelta di una nuova economia fondata sulla qualità del lavoro e sulla sostenibilità.

Festa Nazionale dell'Altra Economia 2009

Postato da Fabio Vento in Attualità, Indiscrezioni - Commenti

Back to… adventure!

Mentre la saga di Monkey Island conquista un nuovo capitolo (grazie ai tipi di Telltale Games, “profughi” della Lucasarts che fu), in questi giorni rinverdisco allegramente la mia passione per gli adventure grazie ai giochi free del catalogo di Adventure Game Studio :)

Tales of Monkey Island

Si tratta di un tool che consente di creare con facilità avventure “punta-e-clicca” con le vecchie interfacce VGA Lucasarts e Sierra. Tra le tante creazioni “apocrife” dei fan, mi permetto di segnalare i due remake della saga King’s Quest, e le (infinite) puntate di Maniac Mansion Mania!

Maniac Mansion

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Le ragioni dell’oca

Tante strade diverse possono portare al vegetarismo e alla scelta di lottare per i dirtti degli animali. Se dovessi classificarmi secondo la distinzione che Tom Regan fa in Gabbie Vuote, potrei definirmi un “damasciano”. Piuttosto che da un’innata empatia verso gli animali, è nato tutto da una “folgorazione”: un pò come Saul sulla via di Damasco.

In realtà, niente di complicato. Semplicemente il riconoscere che la carne non è materia inerte, ma cadavere: corpo di un animale che è stato, che ha vissuto. Tutto qui: più che il mio sentimento è stata la mia ragione a muoversi, squarciando un preconcetto. O, come direbbe uno specialista, una rimozione psicologica.

Però è stato proprio iniziando a rispettare gli animali che ho iniziato a conoscerli meglio… e ad amarli, senza distinzioni di specie e di razza. Vorrei poter dire, come è stato per me, che basti fermarsi un attimo a osservare gli animali per rendersi conto della loro bellezza, del loro essere “perfetti” e “completi”, proprio come noi. Per cogliere col cuore, e non soltanto con la mente, il valore della loro vita. Ma servirebbe a poco, ogni esperienza è a sè.

Però c’è un sonetto che rileggo spesso, mi piace perché ribalta davvero la nostra prospettiva:

Penso e ripenso: – Che mai pensa l’oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca.

Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d’essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l’armi corruscanti della cuoca.

- O papera, mia candida sorella,
tu insegni che la morte non esiste:
solo si muore da che s’è pensato.

Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
Ché l’esser cucinato non è triste,
triste è il pensar d’esser cucinato.

Guido Gozzano, “I sonetti del ritorno” (1911)

E qui cedo la parola alla blogger Attaccabottone che me l’ha fatto conoscere:

Avete mai osservato un’oca mentre fa il bagno? No, non quando galleggia placida sull’acqua, ma proprio mentre si lava energicamente, inzuppandosi come una spugna.

E’ uno spettacolo buffissimo: il caro palmipede allarga le ali e le sbatte sulla superficie, sollevando nuvole di spruzzi; incurva il collo e lo tuffa sott’acqua, usandolo come una paletta per rovesciarsi l’acqua sulla schiena; si immerge completamente e si capovolge, rimanendo con le zampe all’insù, per poi agitarsi a più non posso e riaffiorare con le penne tutte spettinate. Dà veramente l’impressione di divertirsi un mondo e di essere perfettamente felice.

E’ a partire da questa impressione che Gozzano, con la semplicità e l’immediatezza che lo contraddistinguono, si trova a riflettere sul tema del pensiero e del tempo. Il risultato è un delizioso sonetto, incentrato sulla differenza che corre fra il modo umano e quello animale di affrontare la morte (e, di conseguenza, la vita).

L’oca non ha la facoltà del pensiero, almeno non come la intendiamo noi, e non è in grado di concepire la morte. Diversamente dall’uomo, non è consapevole di avere una fine. Mentre starnazza allegramente alla riva del canale non sospetta nemmeno che le “armi corruscanti della cuoca” sono pronte a farla diventare il piatto principale del pranzo natalizio (da notare la rima fra “Natale” e “mortale”, nella quale si consuma un’altra fondamentale differenza fra uomo e animale, dal momento che la festività, giorno di nascita e gioia per il primo, è per il secondo un giorno di morte).

Questo limite insito nella sua natura non deve però farci considerare l’oca un essere stupido e inferiore. Se ci convinciamo di questo, ci avverte Gozzano, commettiamo un errore molto sciocco: così facendo infatti non ci accorgiamo che ciò che ci rende mortali (e infelici) è proprio la consapevolezza di esserlo. “Solo si muore da che s’è pensato”, ed è l’oca stessa a insegnarcelo, con la sua pura e serena voglia di vita (non vi vengono in mente “i sereni animali che avvicinano a Dio” di Saba?).

La pennuta creatura non ha neppure la cognizione del tempo: non ha memoria del passato, e tantomeno sa di avere un futuro. Vive solo nel presente. La sua vita è ogni istante, e in un certo senso in ciascuno di questi istanti è eterna. Può essere così giocosa proprio perché non è cosciente del destino che l’attende. Se lo fosse non starebbe sguazzando festosa né giubilando al tramonto, e non avrebbe quindi quelle caratteristiche che il poeta osserva in lei con meraviglia e invidia.

Invidia, sì: è forte il desiderio di assomigliarle, di essere capace di godersi ogni attimo senza rimpianti o rimorsi verso ciò che è stato e senza incertezze e paure per ciò che sarà. Non possiamo essere anche noi liberi e spensierati, come quest’oca?, sembra chiedersi Gozzano con tristezza e un pizzico di rabbia. No, non possiamo. Per il banalissimo fatto che noi non siamo oche: se per noi è difficile rassegnarci alla morte sorridendo, ancora di più lo è rassegnarci sorridendo alla vita.

(crosspostato su LAV Palermo)

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