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Il blog di Fabio Vento

Archivio di marzo 2010

“Animali, non pellicce”: a Palermo un presidio informativo

Sabato 27 marzo 2010, in contemporanea con eventi analoghi in tante altre città italiane, un comitato spontaneo di cittadini di Palermo terrà un sit-in pacifico per informare e sensibilizzare sul tema dei metodi di produzione delle pellicce e degli inserti di pelliccia attualmente in commercio.

Non tutti sanno, infatti, che le pellicce, ma anche semplicemente i colli, i cappucci, i polsi di “peluche” sono quasi sempre pelli di animali scuoiati, che hanno vissuto soffrendo e sono stati uccisi in maniera brutale. Lupi, agnelli, conigli, scoiattoli, castori, linci, martore, visoni, volpi, cincillà e, fuori dall’Europa, anche cani, gatti e foche: ne muoiono in tutto 50 milioni ogni anno.

Negli allevamenti per la produzione di pellicce, gli animali sono costretti a vivere in gabbie piccolissime, impossibilitati a muoversi, a seguire i propri istinti e ad avere una normale vita sociale. Fino al giorno della morte: la scatola cranica viene fracassata, oppure vengono colpiti alla nuca da una bastonata, o vengono spezzate le vertebre cervicali torcendogli la testa.

In altri casi gli animali sono catturati direttamente in natura e uccisi attraverso trappole. Queste bloccano in una morsa d’acciaio una zampa dell’animale, che aspetta per ore o giorni il cacciatore che poi lo soffocherà lentamente (per non danneggiare il pelo) premendo sul torace. Un esempio di crudeltà è il modo in cui sono uccisi i cuccioli di foca: davanti alla loro mamma, vengono tramortiti con un randello e scuoiati vivi da persone insensibili alle loro urla e ai loro pianti.

La possibilità  di fermare questo inutile massacro c’è, e parte dalle scelte individuali, dalla scelta di non comprare più indumenti con tessuti o inserti in pelliccia, o indirizzare i propri acquisti verso i capi in pelo sintetico. Questo sit-in vuol’essere allora occasione di dialogo, informazione e sensibilizzazione: verranno distribuiti gratuitamente materiali informativi e, su richiesta, mostrati filmati sui brutali metodi di produzione dei capi in pelliccia.

La manifestazione avrà luogo dalle 16 alle 20 sotto i portici di via Ruggero Settimo, all’altezza di Piazzale Ungheria. Qui l’evento Facebook.

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Tortiglioni con tritato di seitan e yogurt di soia

E’ da un pò che coltivo la passione per la cucina naturale e, in particolare, vegan. Mi piace molto sperimentare, per cui da oggi parte un ciclo aperiodico di post con le mie “trovate” ricettarie :)

Userò soltanto prodotti freschi di stagione e consiglio caldamente il biologico.

Tortiglioni con tritato di seitan e yogurt di soia


In quest’esperimento ho pensato di sfruttare la versatilità del seitan, che col dovuto trattamento è un eccellente sostituto cruelty-free al tritato, e che, col suo sapore “robusto”, fa da contraltare alla dolcezza dello yogurt di soia.

Il risultato è stato soddisfacente: un piatto buono e molto più leggero dell’equivalente “tradizionale” :)

Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: 15 minuti

Ingredienti per due persone:

200 grammi di tortiglioni
250 grammi di seitan
mezza cipolla rossa
due vasetti di yogurt bianco di soia
basilico
olio, sale, peperoncino

Istruzioni:

Durante la cottura dei tortiglioni, grattuggiare il seitan a piccole scaglie e tagliare la cipolla a filini sottili. Soffriggere la cipolla in olio a fiamma lenta finchè non imbrunisce, dopodichè versare le scaglie di seitan e pezzetti di basilico. Mescolare per qualche minuto.

Trasferire poi seitan e cipolla su un piatto e aggiungere, ancora freddi, due vasetti di yogurt di soia. Versare i tortiglioni e mescolare per almalgamare.

Aggiungere sale, olio e peperoncino quanto basta e servire caldo.

Postato da Fabio Vento in Ricette vegan - Commenti

“I ricordi dell’anima” di Chiara Taormina

"I ricordi dell'anima" di Chiara Taormina

(fare click sull’immagine per info sul libro)

Il miracolo della Natura, quello che non è dato cogliere se non con uno scatto, uno slancio, un’epifania: ecco cosa si respira negli haiku di Chiara Taormina. Questo genere letterario, originario del Giappone del XVII secolo, si è propagato in tutto il mondo e ha vissuto tante epoche: ci sono poeti nelle cui mani si è trasformato in vera e propria finezza enigmistica, di difficile interpretazione.

Nei versi di Chiara, l’haiku ritorna alle origini, al vivido, diretto contatto con le emozioni del creato. E se nel componimento tradizionale il riferimento stagionale è confinato al terzo verso, qui la cesura si ricompone in una sola frase, un tratto unico dove le immagini della Natura fanno capolino fin dal primo verso. Nulla si perde, però, del non detto, del sospeso che si cela fra le righe, e che sta al lettore riempire con le proprie impressioni, con le proprie stagioni.

C’è e non c’è, la scrittrice: in realtà, come un pittore in procinto di realizzare un nuovo dipinto, si limita alla scelta del soggetto, sospinta dal proprio istinto, dagli odori, dai rumori. Dopodiché si fa volutamente da parte, offre al lettore i suoi occhi perché siano gli occhi dell’uomo, anzi del bambino. Perché senza filtri colgano i colori, le ombre, i chiaroscuri, i piccoli miracoli celati in un attimo.

Nelle Poesie, invece, è Chiara Taormina che parla, e parla di sè. Degli haiku conserva l’ermetismo, l’immediatezza, ma stavolta lo sguardo parte da dentro: la Natura non è più immagine lontana, cifra di un enigma contemplativo, ma ambiente, culla, porto che accoglie la protagonista e fa eco alle sue passioni. Anche qui c’è qualcosa fra le righe, appena dietro gli angoli: la malinconia che tanto accarezza il ricordo sfumato («La solitudine / rincorre / l’esistenza / stringendo il corpo / in un abbraccio / di rovi») è solo apparentemente rassegnata, presto cede il passo al sussurro della sorpresa di là da venire, al richiamo di un futuro che potrebbe ancora offrire la pace tanto bramata: «L’anima le sfugge / riparandosi / in un cielo / senza orizzonte».

(pubblicato anche su Libri e Scrittori)

Postato da Fabio Vento in Arte e Memorabilia, Libri - Commenti

Su Balarm Magazine inaugura “Ritagli”

Sul cartaceo Balarm Magazine n. 14 inagura una rubrica da me curata, “Ritagli”, che ogni due mesi informerà con delle brevi su piccole e grandi idee innovative nei servizi, nell’impresa, nel sociale a Palermo. Particolare attenzione sarà data ai temi dell’ecologia.

Questo mese parlo di alcuni progetti interessanti come Pivviccì, Catamìati, Green à Porter e Liberi Tutti.

Rubrica "Ritagli" su Balarm Magazine n. 14

La rivista è distribuita gratuitamente in librerie, caffè letterari, wine bar, spazi espositivi, cineteatri, pub, cinema di Palermo e anche online in pdf!

Postato da Fabio Vento in Attualità, Eco - Commenti