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Il blog di Fabio Vento

Archivio della categoria 'Eco'

La storia delle cose

La moderna filiera che dalla produzione dei beni perviene alla distribuzione e al consumo, pare a molti di noi un sistema perfetto che dà tanto con poco sforzo. Ma cosa c’è dietro questi processi? Quali compromessi sul piano della salvaguardia dell’ambiente?

Se non avete mai sentito parlare di “obsolescenza programmata” o pensate che il riciclaggio sia la “cura” definitiva contro l’inquinamento, vi consiglio la visione di The Story of Stuff di Annie Leonard.

(dal blog del Bi.Bi.Gas)

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Sbarco G.A.S. di Palazzolo Acreide: un paio di veloci appunti!

Sono appena tornato da una due-giorni a Palazzolo Acreide (Siracusa): Delia ed io siamo stati la “delegazione” Bi.Bi.Gas allo Sbarco dei G.A.S. di Siqillyàh!

In attesa di un report “tecnico” sul blog Bi.Bi.Gas, qualche veloce appunto:

  • Ieri ho assistito alla presentazione del libro Il caso Genchi e mi sento di consigliarlo a tutti, non fosse altro che reputo Gioacchino Genchi una persona vera e animata da profondi valori civici. La sua storia, e la violenza che ingiustamente ha subìto, vanno conosciute.
  • Propio a Palazzolo Acreide c’è un Museo dell’Informatica Funzionante curato dai volontari del Poetry Hacklab: alcuni dei vecchi computer sono dei veri gioielli (ho “smanettato” fra gli altri con un clone Apple II e un NCR Decision Mate V) e l’iniziativa è unica nel suo genere. Spero trovi quella sede fisica che al momento non ha.
  • Ho scoperto la rivista Terre di Mezzo, street magazine che tratta di territori urbani e sociali “di frontiera”, e medito già un abbonamento.
  • In uno degli incontri è stato presentato il progetto Eco Villaggio Autocostruito: Pescomaggiore, borgo dell’Aquila, è stato distrutto dal sisma e la gente del posto (con l’aiuto di volontari) lo sta ricostruendo come ecovillaggio solidale. Una prassi virtuosa da cui tutti dovremmo trarre esempio!
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Lunedì 5 luglio da Arci Nzocchè si presenta la nuova “Palermo Vegetariana”!

Lunedì 5 luglio alle 20.30 al circolo Arci Nzocchè di via Ettore Ximenes 95 verrà presentata in anteprima la nuova versione del sito La Palermo Vegetariana, in una serata aperta non soltanto ai vegetariani, ma più in generale a chiunque pianifichi di ridurre il consumo di carne per motivi etici, ambientali, salutistici.

“La Palermo Vegetariana” è un progetto no-profit, a cura del sottoscritto e di Lucia Russo, che raccoglie su una mappa online tutti i riferimenti utili per chi a Palermo è vegetariano: ristoranti con menu su misura, negozi ed erboristerie con prodotti a base di tofu e seitan (i noti succedanei della carne), e, non ultimo, panifici e pasticcerie che non fanno uso dello strutto, preparato di origine animale che si nasconde in alimenti come pane e dolci. La mappa contiene già più di sessanta risorse, raccolte grazie alle segnalazioni degli utenti dei gruppi Facebook Vegetariani e Vegani Sicilia e Vegetariani di Palermo e di tanti altri cittadini.

Adesso il sito si arricchisce di nuovi contenuti e si apre davvero a tutti. Nasce la versione inglese destinata ai turisti in visita a Palermo e in più apre un blog, costantemente aggiornato con ricette vegetariane e vegane originali e di facile preparazione. Tante occasioni per sostituire e reinterpretare con gusto e in modo più sano i tradizionali piatti a base di carne.

Alla presentazione seguiranno delle proiezioni video che illustreranno in modo conciso le ragioni e la praticabilità dell’alimentazione vegetariana. Infine sarà offerta una degustazione gratuita delle confetture artigianali biologiche di Manuela Zanni, a base di frutta, spezie e ortaggi. Naturalmente anche l’aperitivo-cena di Arci Nzocchè sarà vegetariano.

AGGIORNAMENTO: adesso il nuovo sito è online. Inoltre su Pupi di Zuccaro trovate (grazie a Tonino!) una mia presentazione che ne illustra la genesi come esperienza di “social web”.

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La LAV Palermo al Sicilia Pride: un paio di riflessioni

Manca poco al Sicilia Pride e mi piace pensare, forse con un pò di ottimismo, che stia per consumarsi una cesura, un “prima” e un “dopo” nei modi in cui tracciamo i confini dell’integrazione sociale nella nostra città.

Se risale all’anno scorso il primo corteo LGBT di Palermo, se soltanto oggi Catania cede a noi il testimone della manifestazione regionale, un motivo di certo c’è. Ma prenderne atto non mitiga una consapevolezza di fondo: che le risorse, le persone, le iniziative coinvolte in questo Pride sono tante e tali da formare una massa critica che la società civile non potrà ignorare.

Appena dietro il “vezzo” (non sempre da tutti condiviso e talvolta un pò folcloristico) di proclamare l’orgoglio della propria sessualità, c’è infatti un’istanza preziosa che da anni bussa alle nostre porte. La propria affettività è sì un fatto privato, ma è diritto di tutti poterla vivere, comunicare, integrare nella vita sociale, pretendendo accettazione e rispetto. E il primo passo è proprio quello di uscire dai margini, dal “confino”, scendere in strada e farsi vedere nella propria normalità di individui: perché è troppo facile giudicare ciò che non si coglie con i propri occhi.

In questo contesto credo che la partecipazione della LAV al corteo di oggi sia un gesto che non soltanto parla di rispetto e di empatia, ma che in qualche modo – nel suo piccolo – sa di avanguardia.

Lo fa perché tratteggia una linea di congiunzione fra due differenti istanze sociali, fra due movimenti. Il movimento per le “pari opportunità” è figlio delle istanze progressiste del Novecento e si è manifestato socialmente nelle forme dell’associazionismo e politicamente nelle forze della sinistra storica e dei Radicali. Il movimento animalista ha sostanzialmente origini differenti: raramente ha avuto una concreta rappresentanza politica e troppo poco si integra (o gli viene permesso di integrarsi) nell’associazionismo di più generale stampo ambientalista.

Entrambi i movimenti, però, possono convergere in una sintesi etica fondamentale: il rispetto per lo sviluppo e la piena realizzazione di qualsiasi essere senziente. Chi si oppone al razzismo ritiene che le differenze fra gli individui non possano essere fondamento per discriminare, che più di tutto importi ciò che unisce: la vita e il diritto di viverla nella sua integrità. Questo principio si può estendere a tutte le specie senzienti per affermare, in una più ampia – e coerente – ottica antispecista, che le differenze fra uomo e animale non costituiscano giustificazione per una prevaricazione dell’uno sull’altro, poiché entrambi allo stesso modo vivono e sentono.

Probabilmente occorrerà molto tempo perché questa discontinuità si ricomponga in una più ampia prospettiva morale che sia propria della società civile in quanto tale e non esclusivamente di specifici colori politici. Però già adesso credo che da questo accostamento possano scaturire alcuni spunti interessanti, anche per ciò che riguarda approccio e comunicazione. Si parlava, poco fa, dell’ignoranza e del pregiudizio dettati dal non vedere, dal non essere a contatto diretto con le cose: beh, questo è un problema che riguarda anche la difesa dei diritti animali.

Troppo spesso mangiamo gli animali e contribuiamo alla loro uccisione semplicemente perché non siamo consapevoli della loro vita, del loro sentire, della loro intelligenza. Semplicemente perché, fatta eccezione per gli animali domestici, non stiamo a diretto contatto con loro. E’ una delle alienazioni indotte dall’urbanizzazione, dal cemento rampante che divide uomo e natura.

Non è affatto un’idea peregrina se proprio su queste basi poggia l’annuale Veggie Pride, a cui ho partecipato nel 2009 e che dai vari LGBT Pride trae ben più che il nome. Il concetto è proprio quello di rendere visibile l’invisibile: una volta all’anno c’è un corteo che presentifica la morte, il terrore, la sofferenza degli animali che si incamminano verso il macello. Condivisibile, ma funzionerebbe ovunque? Probabilmente non a Palermo, dove al tabù della morte si accostano preconcetti atavici, direi quasi ancestrali, sul ruolo degli animali nella vita dell’uomo.

Forse allora dovremmo anche iniziare, dei “non umani”, a mostrare la vita, la gioia, l’affettività. Così nasce l’empatia, quella che molti di noi hanno per il cane o gatto di casa.

Per questo mi piace chiudere questa mia riflessione con un filmato già pubblicato su queste pagine: “La vita emotiva degli animali da fattoria” di Earthviews Productions e Animal Place. Lo rivedo spesso e ogni volta mi strappa un sorriso.

Con questo stesso sorriso conto di partecipare al Sicilia Pride.

La vita emotiva degli animali da fattoria


(da LAV Palermo)

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Altreconomia, Carta, Terra Nuova: ci sono anche a Palermo!

Con questo post mi permetto di promuovere alcune ottime riviste a tiratura limitata che parlano di ambiente e società e che, soprattutto, lo fanno in modo libero e ben poco convenzionale.

Se cercate sui rispettivi siti web risulta che a Palermo non “arrivino” affatto, ma non è così!

Altreconomia è un mensile che punta a dare visibilità a stili di vita e iniziative produttive, commerciali e finanziarie ispirate ai principi di sobrietà, equità, sostenibilità, partecipazione e solidarietà (con particolare riguardo al commercio equo e solidale, ai temi dell’ambiente, alla finanza etica e alla cooperazione internazionale).

A Palermo lo trovate alla Società Cooperativa Equonomia (via Giovanni Bonanno 92).

Carta è un settimanale che tratta la vita dei movimenti sociali nel nostro paese e non soltanto, oltre il filtro dei grandi media; ma offre anche grandi reportage, inchieste sociali, approfondimenti.

A Palermo lo si trova con facilità alla Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità di Libera Palermo.

Terra Nuova è un mensile che si pone come strumento di “controinformazione” su medicine non convenzionali, alimentazione naturale, energie rinnovabili, ricerca interiore, agricoltura biologica, ambiente ed ecologia, ma anche come riferimento per coloro che intendono trasformare la propria vita in maniera consapevole.

Lo trovate a Palermo da NaturaSì e a Bagheria alla Società Cooperativa GaiaTerra.

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Nasce il blog del Bi.Bi.Gas, gruppo di acquisto solidale

E’ nato da pochi giorni il blog ufficiale del Bi.Bi.Gas, gruppo di acquisto solidale palermitano di cui faccio parte. Gestito e redatto da me, il sito illustra com’è nato il gruppo, come funziona e presenterà le sue iniziative (con report foto e video).

Non mancheranno articoli e interventi sui temi dell’ecologia, dell’autoproduzione, del consumo critico e dei comportamenti responsabili.

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Una Google Map con le risorse per vegetariani a Palermo

Me ne accorgo giorno dopo giorno e ne sono lieto: a Palermo i vegetariani come me sono tanti, e ancora più, forse, sono quelli che simpatizzano per l’idea e meditano di “fare il passaggio”. Non mi dilungo sui tanti e ottimi motivi che stanno alla base di questa (in apparenza) drastica “virata” alimentare (ci sono tanti siti, come Sai cosa mangi?, che li illustrano a dovere): mi limito a dire che in una città come la nostra, dove il tema ha ancora scarsa “presa” sociale, trovare risorse adeguate può costare tempo e fatica. Dove andare a cena con la certezza di un pasto completo? Dove trovare prodotti “su misura”? Senza contare l’”insidioso” strutto, quel grasso di maiale che dalle nostre parti è usato spesso nella lievitazione di pane e dolci.

La verità è che di risorse veg-friendly a Palermo ce ne sono tante, ma le informazioni girano in modo frammentario attraverso il “passaparola”: è più utile che mai, qui, uno sforzo collaborativo. La Palermo Vegetariana è un progetto (rigorosamente no-profit) che nasce su Facebook e approda al web, con l’obiettivo di raccogliere in una mappa Google tutti i luoghi di interesse per chi a Palermo è vegetariano o medita di diventarlo. Ristoranti e rosticcerie con menu adeguati, dunque, ma anche negozi ed erboristerie che vendono tofu e seitan (i noti “succedanei” della carne), e, non ultimo, panifici e pasticcerie che non fanno uso dello strutto nella preparazione dei prodotti.

La mappa raccoglie già alcune decine di riferimenti verificati, grazie alle segnalazioni degli utenti dei gruppi Facebook Vegetariani e Vegani Sicilia e Vegetariani di Palermo. Questi gruppi sono aperti a chiunque voglia condividere la propria esperienza di vegetariano/vegano nella nostra città, o semplicemente informarsi e fare nuove amicizie; è possibile comunque contribuire senza essere utenti del social network, basta un’e-mail.

Vi aspettiamo :)

(crosspostato su Rosalio)

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“Animali, non pellicce”: a Palermo un presidio informativo

Sabato 27 marzo 2010, in contemporanea con eventi analoghi in tante altre città italiane, un comitato spontaneo di cittadini di Palermo terrà un sit-in pacifico per informare e sensibilizzare sul tema dei metodi di produzione delle pellicce e degli inserti di pelliccia attualmente in commercio.

Non tutti sanno, infatti, che le pellicce, ma anche semplicemente i colli, i cappucci, i polsi di “peluche” sono quasi sempre pelli di animali scuoiati, che hanno vissuto soffrendo e sono stati uccisi in maniera brutale. Lupi, agnelli, conigli, scoiattoli, castori, linci, martore, visoni, volpi, cincillà e, fuori dall’Europa, anche cani, gatti e foche: ne muoiono in tutto 50 milioni ogni anno.

Negli allevamenti per la produzione di pellicce, gli animali sono costretti a vivere in gabbie piccolissime, impossibilitati a muoversi, a seguire i propri istinti e ad avere una normale vita sociale. Fino al giorno della morte: la scatola cranica viene fracassata, oppure vengono colpiti alla nuca da una bastonata, o vengono spezzate le vertebre cervicali torcendogli la testa.

In altri casi gli animali sono catturati direttamente in natura e uccisi attraverso trappole. Queste bloccano in una morsa d’acciaio una zampa dell’animale, che aspetta per ore o giorni il cacciatore che poi lo soffocherà lentamente (per non danneggiare il pelo) premendo sul torace. Un esempio di crudeltà è il modo in cui sono uccisi i cuccioli di foca: davanti alla loro mamma, vengono tramortiti con un randello e scuoiati vivi da persone insensibili alle loro urla e ai loro pianti.

La possibilità  di fermare questo inutile massacro c’è, e parte dalle scelte individuali, dalla scelta di non comprare più indumenti con tessuti o inserti in pelliccia, o indirizzare i propri acquisti verso i capi in pelo sintetico. Questo sit-in vuol’essere allora occasione di dialogo, informazione e sensibilizzazione: verranno distribuiti gratuitamente materiali informativi e, su richiesta, mostrati filmati sui brutali metodi di produzione dei capi in pelliccia.

La manifestazione avrà luogo dalle 16 alle 20 sotto i portici di via Ruggero Settimo, all’altezza di Piazzale Ungheria. Qui l’evento Facebook.

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Su Balarm Magazine inaugura “Ritagli”

Sul cartaceo Balarm Magazine n. 14 inagura una rubrica da me curata, “Ritagli”, che ogni due mesi informerà con delle brevi su piccole e grandi idee innovative nei servizi, nell’impresa, nel sociale a Palermo. Particolare attenzione sarà data ai temi dell’ecologia.

Questo mese parlo di alcuni progetti interessanti come Pivviccì, Catamìati, Green à Porter e Liberi Tutti.

Rubrica "Ritagli" su Balarm Magazine n. 14

La rivista è distribuita gratuitamente in librerie, caffè letterari, wine bar, spazi espositivi, cineteatri, pub, cinema di Palermo e anche online in pdf!

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Nasce il blog di Eco House

Eco House

Gli amici di Eco House hanno appena lanciato un blog, con le news dal villaggio ecosolidale e con approfondimenti sui temi della sostenibilità.

Visitatelo :)

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