Stasera io e Vincenzo siamo fuggiti a gambe levate da Lady in the Water, approfittando dell’intervallo. Tanto di cappello al visionario M. Night Shyamalan, ma stavolta fotografia e regia sono un pò troppo “grezze” e claustrofobiche: un alternarsi di vita comune, inquietudine e terrore che sa un pò di David Lynch, ma che non è riuscito ad appassionarmi.

Ho accolto invece con un sorriso la nuova stagione del Teatro Libero, inaugurata da un adattamento del Timone d’Atene di William Shakespeare. Il palcoscenico è piccolo, ma il particolare ambiente “familiare” consente ai registi di estenderlo all’uditorio stesso, rompendo – anche se solo scenograficamente – la quarta parete. Come quando Timone, in preda alla disperazione, si è arrampicato sui posti a sedere, ad appena un paio di metri da me :)



















